Intervista di libriescrittori.it

Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

Da quando ho iniziato a leggere, la scrittura è stata da sempre un sogno. Chiedersi “perché non provare a scriverne uno tutto mio?” era all’ordine del giorno. E così, come per gioco, tutto prese avvio. Ma fu quando mi resi conto che ciò che scrivevo piaceva non solo a parenti e amici, ma anche ai molti lettori del web, decisi di spingermi oltre tutto. Iniziai a muovere i passi che sto ancora portando avanti. E ora scrivere è davvero parte della mia vita, una parte che non dimenticherò mai e che spero esista per sempre.

 

Qual è stato il suo percorso di studi?

Dal liceo scientifico mi sono iscritto alla facoltà di economia del turismo, quindi studi che non si avvicinano molto al mondo della letteratura … tuttavia sono da sempre un amante della lettura e la creatività è stata una pietra miliare della mia personalità. Quindi si può dire che stia completando gli studi culturali da totale autodidatta.

 

Quando e perchè ha iniziato a scrivere?

Una volta finito il liceo, mi sono accorto di avere molte cose da dire, volevo sempre dire la mia su tutto. La mia personalità andava formandosi in maniera così veloce … e così iniziai a scrivere ciò che pensavo, ciò che volevo, verso che direzioni il mondo doveva muoversi, poi ogni cosa prese la forma di poesie, poi di una storia e poi di un vero a proprio romanzo.

 

In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

Scrivere è sentirsi liberi, mediare la propria mente con il proprio corpo e l’anima. Esprimere ciò che si ha dentro scrivendo prima per se e poi per gli altri. Scrivere vuol dire viaggiare fuori e dentro di se, vedere e descrivere ciò che si prova. Scrivere è sognare noi stessi mentre facciamo ciò che più desideriamo fare.

 

Quali sono i suoi libri del cuore?

Amo i romanzi d’autore, in particolar modo quelli di Stephen King, dove bisognare aguzzare un po’ l’ingegno per seguire la storia e le dettagliate narrazioni. Ma non mi dispiacciono i saggi moderni e storici dove impariamo a vedere il mondo con gli occhi degli altri, a capire ciò che provano … e questo è molto importante per la nostra formazione.

 

E quelli che non leggerebbe mai?

Sono un amante delle novità, quindi è difficile dire cosa non potrei mai leggere. Però non ho particolari interessi verso storie fantastiche di elfi, draghi o maghi. Non credo possano aiutarmi a cercare me stesso.

 

Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

Il libro più bello che ho letto è senza dubbio “La lunga marcia” di Stephen King. Mi è quasi dispiaciuto averlo letto in così poco tempo, lo rileggerò sicuramente. Da mozzafiato, provavo ciò che lui descriveva. Davvero emozionante.

 

E quello che meno le è piaciuto?

Bhe … nonostante ogni libro ci dia qualcosa che ci rimanga per sempre … quello che ho letto a fatica è stato L’Odissea di Omero. Bisogna accettare le sfide, certo … e poi?

 

Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

Ad essere sincero è un rapporto non dei migliori. Mi ha dato solo ciò che con tutti i miei sforzi sono riuscito ad apprezzare. In particolare il mare e la voglia di riscattarsi in ogni modo.

 

Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

Tutti abbiamo le possibilità di pubblicare un libro, e questo è un bene. Ma non tutti abbiamo la possibilità di essere apprezzati e divulgati. Spesso i libri più conosciuti, più apprezzati dalla critica sono quelli di personaggi conosciuti al grande pubblico in altre vesti, attori, cantanti, comici, e ciò diminuisce le possibilità di chi realmente scrive con il cuore un messaggio utile a tutti.

 

Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

La cultura italiana, come quasi tutto il paese, è troppo legata al fascino dell’antico, del classico. Gli occhi sono troppo puntati al passato, mentre c’è un presente e anche un avvenire che aspettano solo di essere scoperti. Ci sono autori … definiamoli sconosciuti … che meritano molto di più della posizione in cui si trovano, che possono essere persino usati come libri di testo … magari per sostituire classici ormai superati.

 

Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?

E’ iniziato tutto da un ritaglio di giornale e da un sogno. La pubblicità di una media casa editrice, tante possibilità e un sogno che si apprestava a diventare realtà. I miei genitori alle spalle che mi incoraggiavano sono stati la spinta verso la pubblicazione.

 

Cinema: qual è il suo film preferito?

Il cinema è uno dei grandi interessi che cerco di coltivare ogni volta che ne ho la possibilità. Il film che amo rivedere sempre e comunque è senza dubbio l’intera trilogia di “Ritorno al futuro”. Da veri amatori.

 

Musica: la canzone del cuore?

Smells like teen spirit dei Nirvana. Ha avuto un impatto determinante nella mia vita proprio nell’adolescenza, quando si cresce in maniera più veloce senza rendersene conto.

 

 

Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

Fino ad ora no. Però non la considero un’esperienza da scartare.

 

Ritiene siano utili?

Solo se rimangono marginali, agli estremi della mente e del cuore. Sono loro che ci permettono di scrivere in tutta libertà.

 

Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

Trovare gli elementi giusti che rendano la storia più ricca di particolari avvincenti, emozionanti. E’ molto difficile, soprattutto quando si perde la visione di se stessi e ci si immedesima in chi legge. E allora sorgono un mare di incertezze a cui è difficile dare risposta.

 

Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue

 “riti” particolari?

La maggior parte delle volte scrivo a computer, soprattutto di giorno e in completa solitudine. C’è un rito che seguo sempre, cuffie nelle orecchie e musica a volume contenuto. Mi aiuta ad ispirarmi e a scavare in me stesso, dove affiorano i ricordi e tutto ciò che voglio dire.

 

Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?

Ero in spiaggia, lo ricordo come fosse ieri, semiassolata e quasi completamente deserta. Avevo già in mente di scrivere qualcosa ma non avevo alcuna idea. Così mi sono concentrato su quella che mi apparve come una sfida e poi … bhe … diciamo che sono state le onde che venivano a riva a dirmi il resto.

 

Cosa significa per lei raccontare una storia?

Raccontare una storia è colorare uno o una serie di avvenimenti con un messaggio, con del carattere, con delle sensazioni contenute nei personaggi, con profondità. Ogni parola deve essere conseguenza della precedente in modo da rendere la storia più fluida.

 

Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?

Con i racconti, senza dubbio. Il racconto, essendo sicuramente più breve, è più facile approfondire le parole, il messaggio e la descrizione delle azioni e dei personaggi. Il romanzo ha molte altre caratteristiche, come la storia narrata, personaggi minori, avvenimenti o fatti che lo rendono più emozionante o divertente o interessante … ed è difficile porre la stessa attenzione su tutto.

 

Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?

Il romanzo può essere visto come un racconto arricchito con numerosi elementi, e spesso sono proprio quelli a renderlo preferibile rispetto ad un racconto o una poesia. Il racconto, invece, può essere più facilmente fatto proprio, proprio perché la storia è concentrata. Leggendolo si riesce più facilmente ad immedesimarsi in tutto ciò che è descritto.

 

Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?

Il titolo è stato l’ultimo atto. Volevo qualcosa che facesse capire il senso del mio messaggio, insomma di cosa parlasse il libro. Qualcosa di immediato e semplice da ricordare. “La nube grigia”. Avevo anche altre opzioni ma questa era quella che rendeva al meglio l’idea.

 

Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

Quasi due anni. C’è stata qualche interruzione sia durante che dopo averlo finito. Molti cambiamenti di programma ma poi la storia è venuta fuori da se. Prima di rileggerlo ho lasciato che passasse un po’ di tempo in modo da rendrmi più agevole la correzione.

 

Ha vinto premi letterari?

Sono stato selezionato tra i vincitori in 3 premi letterari, in due dei quali ho vinto la pubblicazione della poesia e del racconto in due antologie.

 

Crede nei premi letterari?

Assolutamente, sono il punto di partenza e anche quello di arrivo per chi scrive. Partecipare ad una competizione in cui è in gioco ciò che amiamo fare … non ci sono parole.

 

Ha altri progetti in cantiere?

Certo, più di uno. Una silloge di racconti, tutti il più possibile diversi tra loro, ma accomunati dal tema della notte come momento in cui ogni uomo si pone una serie di domande a cui è difficile dare risposta senza leggere all’interno di se stessi.
Poi, un romanzo che sto portando a termine che parte dalla semplice amicizia tra due coetanei per volare verso orizzonti, che sono sotto gli occhi di tutti ma a cui nessuno fa caso … è pronto il finale molto significativo.

Intervista Parthenopiamoci

Ecco il testo di una breve intervista rilasciata sul giornalino dell'università Parthenope:

 

Incontriamo il giovane Matteo Oliviero, autore del romanzo La Nube grigia.

Matteo, prima di entrare nel vivo del libro, posso chiederti cos'è che spinge un ragazzo di 21 anni a prendere in mano una penna e cominciare una narrazione?

Ciò che spinge un ragazzo di 21 anni a scrivere è lo stesso che può spingere a palleggiare un pallone, recitare, disegnare ... E' la corsa verso la realizzazione dei propri sogni, qualunque essi siano.

 

Secondo te, che valore hanno i sogni nella vita di una persona?

I sogni hanno il valore massimo ma sempre in secondo piano rispetto alla loro realizzazione.

 

Quali sono gli altri valori nella vita di un 21enne?

Più che di valori, bisogna parlare di ambizioni, ricerca continua di una posizione, una certezza, quali carriera, ricchezza, sport e materialismo in genere.

 

Il materialismo può essere in contrasto con i sogni?

Sono collegati, ognuno può avere il sogno di comprare un auto potente, una casa spaziosa, la tv, una vasca idromassaggio. Io no.

 

Vogliamo parlare del libro?

Assolutamente! Il romanzo tra le sue pagine racchiude un pensiero ben preciso che non si discosta molto dai sogni o dal materialismo. Racconta una vita in cui i sogni prendono sempre la via della realizzazione. I sogni diventato realtà ... e anche il protagonista ama la sua realtà.

 

E poi?

E poi accade che un qualsiasi avvenimento può sconvolgere la nostra realtà da un momento all'altro. Una qualsiasi nube. E noi cosa facciamo? Non sempre agiamo come dovremmo.

 

E perchè secondo te?

Perchè la prima cosa che ci toglie la nube è la visuale. Siamo talmente confusi che non ci accorgiamo di dove mettiamo i piedi o le mani.

 

Quali scrittori ti hanno maggiorment einfluenzato?

Amo leggere i lunghi e intricati capolavori del maestro Stephen King così come i gialli di Agatha Christie, ma non ho un genere a cui mi interesso particolarmente. King e la Christie hanno due cose fondamentali: ad uno devi stargli dietro per non perderti nell'affascinante narrazione, all'altra devi stargli davanti per arrivare al finale.

 

Per ultimo, un consiglio a tutti i giovani scrittori come te.

Mi discosto dai soliti consigli tipo leggere molto o scrivere bene. L'uomo ha imparato prima a scrivere e poi a leggere. Il mio consiglio è quello di scoprire tutte le sensazioni ed emozioni che battono in noi stessi per scoprire una relazione tra mente, cuore e anima.